La prima addetta alla saldatura a lucena: A colloquio con Sandra Beatriz Delgado Bauer

20.11.2007

A colloquio
con Sandra Beatriz Delgado Bauer

Sandra Beatriz Delgado Bauer, nata a Buenos Aires in Argentina, 30 anni, vive da quasi sei in Spagna. Si è decisa ad emigrare, quando in Argentina ebbe inizio la cosiddetta crisi economica Corralito. Tre anni fa è riuscita ad ottenere, grazie al ricongiungimento familiare, un permesso di lavoro e di soggiorno. Attualmente lavora presso una ditta che produce congelatori.

I-ESCOSUR: Trovare un lavoro per gli immigrati che giungono ogni giorno in Spagna è la cosa più importante. Dove hai lavorato negli ultimi sei anni?

La maggior parte del tempo ho lavorato nel settore gastronomico ed alberghiero, sia in cucina, sia come cameriera.

Adesso sei integrata sia nel mercato del lavoro sia nella comunità di Lucena. Come ci sei riuscita?

Grazie ad un’amica, che mi ha fatto avere un colloquio con l’ufficio personale, sono venuta a contatto con la ditta presso la quale lavoro attualmente. A seguito di un procedimento di selezione ho ottenuto un contratto di prova per due mesi alla catena di montaggio per l’assemblaggio dei congelatori.

Nell’azienda sei riuscita a progredire e alla fine sei diventata la prima donna a Lucena addetta alla saldatura. Com’é successo? 

Il mio superiore si è accorto che nel montare gli elementi elettrici dei congelatori ero particolarmente abile e questo grazie alle mie precedenti esperienze come tecnico per l’alta tensione; mi ha offerto di frequentare un corso di frigorista all’interno dell’azienda ed io ho accettato. Durante il corso ho imparato tra le altre cose a saldare i tubi. A conclusione del corso ho potuto sottoscrivere un contratto a tempo indeterminato e sono diventata tecnico frigorista, e così in quel periodo a Lucena sono stata la prima donna addetta alla saldatura nel campo della tecnica del freddo.

Affermeresti che esistono sufficienti offerte di formazione all’interno e all’esterno delle aziende?

No, almeno non nel settore del metallo. Ma bisogna tenere conto anche del disinteresse di molti lavoratori, quando si tratta di apprendimento e perfezionamento professionale.

Dopo questa rapida promozione, il rapporto con i tuoi colleghi è cambiato?

All’inizio la maggioranza non era molto entusiasta, non soltanto perchè sono una donna, ma anche perchè sono un’immigrata. Ma nel frattempo si sono abituati alla situazione ed abbiamo un rapporto normale. Queste cose succedono, quando qualcuno riceve un contratto a tempo indeterminato.

E dove ti vedi fra alcuni anni?

Probabilmente a breve diventerò caposquadra alla catena di montaggio.

Un’ultima domanda: come vedi la situazione occupazionale degli immigrati nella regione?

Complessivamente la domanda sembra diminuire, almeno rispetto al momento in cui sono arrivata io in Spagna. Ho l’impressione che ci sia meno lavoro e che la situazione sia diventata ancora più difficile per gli immigrati.

Sergio Cruz, I-ESCOSUR

Quest'articolo è tratto dalla pubblicazione "Europa:Mobil Novembre 2007 (versione italiana)" ripreso