L’integrazione come compito trasversale delle amministrazioni comunali: Documentazione del convegno della rete amministrazioni e aziende pubbliche

20.11.2007

Qualsiasi istituzione che lavora con fondi pubblici deve servire gli interessi e le necessità dell’intera popolazione. Una tale affermazione suona all’apparenza assolutamente banale. Con lo sguardo agli immigrati presenti in un comune, invece, la banalità diventa relativa.

Nei comuni esiste ancora un ufficio specifico che si occupa dei problemi degli immigrati. Bisogna allontanarsi da questa visione, afferma Helmuth Schweitzer, dirigente dell’ufficio per gli affari interculturali del comune di Essen, dove dal 1999 è impegnato a realizzare il programma per l’integrazione deciso in quell’anno.

Schweitzer ha presentato le attività della politica di integrazione del comune di Essen, in occasione dell’incontro della rete amministrazioni e aziende pubbliche svolto il 10 maggio 2007 a Düsseldorf. Adesso è stata pubblicata la documentazione del convegno. Per promuovere l’integrazione ad Essen esiste un fondo particolare dotato di 1,5 milioni di Euro l’anno, grazie al quale possono essere finanziati progetti innovativi. Questo da una parte rappresenta sicuramente un aiuto, ma dall’altra si corre il rischio di finanziare progetti specifici per l’immigrazione e progetti interculturali esclusivamente con questi mezzi, cosa che si contrappone all’idea di legittimare l’integrazione come compito trasversale. Potrebbe sorgere, infatti, l’impressione che esiste un ufficio specifico che si occupa dell’integrazione degli immigrati. Ma, se si è consci di questa situazione, si riesce senza dubbio anche a contrastarla.

Il collega di Schweitzer, Heinrich Korn, dell’amministrazione comunale di Stoccarda ha illustrato il tema del compito trasversale da un’altra angolatura. Nel capoluogo del Baden-Württemberg il 31 per cento delle famiglie con figli minori di 18 anni ha un retroterra migratorio. Questo dato dovrebbe riflettersi nella composizione del personale dell’amministrazione. L’obiettivo non é stato ancora raggiunto, con una quota del 15 per cento, però, Stoccarda rispetto ad altre città occupa una posizione molto avanzata.

Anche altre città, così ha dichiarato Heike Krutoff dell’ufficio comunale per il management amministrativo, si sono poste l’obiettivo di aumentare la quota degli immigrati nelle amministrazioni. A causa della situazione del personale, però, questo è possibile soltanto attraverso la formazione professionale. In città come Monaco oppure Duisburg ciò è indispensabile anche a causa dello sviluppo demografico. Senza i giovani migranti i posti di apprendistato non potrebbero essere occupati.


Quanto abbiamo illustrato sono solo alcuni stralci dell’incontro della rete. Chi vuole saperne di più può consultare:

Documentazione del convegno della rete amministrazioni e aziende pubbliche

Quest'articolo è tratto dalla pubblicazione "Europa:Mobil Novembre 2007 (versione italiana)" ripreso