Faire Kontrolle

Ein fairer europäischer Arbeitsmarkt braucht faire Kontrolle, fordert Dr. Norbert Cyrus
von der Europa-Universität Viadrina, Frankfurt (Oder) 

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arm gegen arm

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"La Collaborazione Funziona Benissimo": A Colloquio con Wolfgang Fehl

20.12.2006

A Colloquio

con Wolfgang Fehl dell’Ufficio centrale per il Perfezionamento professionale nell’Artigianato, coordinatore della rete IQ

Europa:Mobil Dez06_Das Zusammenspiel klappt hervorragend_Gespräch Wolfgang Fehl

EUROPA:MOBIL: La durata del progetto di rete „Integrazione attraverso la qualificazione“ è già trascorso per metà. E Lei, grazie alla Sua attività di coordinatore ha sicuramente una buona panoramica della situazione. Per esprimermi con un’immagine legata al primo tempo di una partita di calcio vorrei chiederle dove può dire: “Continuiamo a rimanere cosI sul pallone” e dove dice: “Dobbiamo intensificare le strategie di attacco?”

Wolfgang Fehl: Stiamo parlando di una rete composta da sei partenariati per lo sviluppo autonomi, che sono sovvenzionati sia dal Ministero Federale per il Lavoro e gli Affari sociali, sia dal Fondo Sociale Europeo nell’ambito dell’iniziativa comunitaria EQUAL. Questi si sono riuniti nella rete Integrazione attraverso la qualificazione, per migliorare le possibilità di persone con retroterra migratorio sul mercato del lavoro. Il gruppo destinatario è composto da adulti oltre i 25 anni. Questi sono colpiti dalla disoccupazione in misura doppia rispetto a coloro che non hanno un background migratorio. E di questi disoccupati circa l’80 per cento non è in possesso di una qualificazione professionale riconosciuta in Germania. Questa la situazione dalla quale è partita la rete con i suoi circa 70 progetti parziali. Nel lavoro concreto si tratta adesso, attraverso la comunicazione intensa con altri protagonisti impegnati sullo stesso tema, di migliorare la consulenza per gli interessati. Per riprendere l’immagine dal mondo del calcio: dobbiamo continuare a restare così sul pallone. La collaborazione dei numerosi attori funziona magnificamente.

L’impegno può essere intensificato attraverso la collaborazione con gli staff di altri partenariati per lo sviluppo EQUAL al di fuori della rete IQ. In realtà, ciò è già avvenuto. Ci sono sicuramente buoni contatti e uno scambio di informazioni attraverso un apposito centro clearing. Per citare solo un esempio: Nel settembre 2006 abbiamo avuto una presenza comune di grande successo in occasione della fiera “l’avvenire, il personale”. Questi esempi di cooperazione vanno sviluppati.

Lei ha citato i circa 70 progetti parziali, che collaborano in rete. Questi hanno tutti una struttura organizzativa molto diversa; una situazione che può causare anche delle perdite per attrito. Quali sono le esperienze fatte finora in proposito?

... feconde, indubbiamente feconde. Questi progetti parziali hanno anche altri partner. Ad esempio ci sono i cosiddetti partner strategici, che mettono a disposizione le proprie offerte. Un esempio è dato dalla Camera dell’Industria e del Commercio di Francoforte sul Meno.

Questa, infatti, ha consentito al partenariato per lo sviluppo locale Integranet l’accesso alle imprese, per fare opera di sensibilizzazione a favore di persone con retroterra migratorio. Ciò comporta anche l’evidenziare le potenzialità degli immigrati. In quest’ambito la Camera dell’industria e del commercio organizza manifestazioni, durante le quali il partenariato per lo sviluppo fornisce informazioni ed anche il prossimo convegno tematico della rete IQ avrà luogo nella sede della borsa di Francoforte sul Meno.

Questo ci conduce subito alla prossima domanda: Tali strutture e metodi di lavoro possono continuare ad esistere quando il progetto sarà terminato? Abbiamo, infatti, l’esperienza di altri progetti, dove il lavoro svolto si interrompe al termine dello stesso.

In questo caso, e di questo sono convinto, non crollerà nulla, al contrario. Io so, ad esempio, che da parte delle agenzie del lavoro del Nordreno-Vestfalia c’è una grande richiesta di training interculturali e seminari offerti dai nostri Partner di Pro Qualifizierung.

Dietro questa domanda c’è la cognizione acquisita che, da una parte la clientela può essere interpellata in maniera consona e dall’altra viene riconosciuto il valore potenziale dell’esperienza di migrazione per il mercato del lavoro. In questo modo le agenzie del lavoro possono emettere comunicati di successo, cioè aver dato un lavoro alle persone. Se, nel breve tempo che abbiamo a disposizione durante la realizzazione del progetto, riusciamo ad avviare simili discorsi, i risultati maturati da queste esperienze continueranno a produrre i loro frutti, perché ne vale la pena.

Un altro esempio è la rete della Germania del Nord per l’integrazione professionale degli immigrati (NOB), che è riuscita in collaborazione con la comunità di lavoro per la reintegrazione nel mercato occupazionale dei disoccupati di lungo termine (ARGE) locale a intraprendere una cooperazione molto strutturata a diversi livelli. Uno dei risultati: ad Amburgo, nel Consolato generale turco, viene offerta due volte al mese una consulenza per persone con retroterra migratorio turco su questioni della formazione professionale. Dopo aver parlato con i rappresentanti di altri consolati, è chiaro fin da adesso che l’esempio di Amburgo farà scuola anche altrove e questo indipendentemente dalla durata del progetto.

Quindi, L’esperienza importante che intendete trasmettere è che non si tratta in primo luogo di aiutare le persone svantaggiate, ma di affermare che coloro che sembrano essere svantaggiati, in realtà, dispongono di potenzialità, delle quali dovremmo usufruire tutti.

Esatto. E, inoltre, c’è da aggiungere un altro messaggio centrale. La maggioranza delle persone sono a conoscenza delle potenzialità e tentano anche di agire. Ma,si fa ancora troppo poco. É necessario un serio collegamento in rete. Questo significa anche che tutti gli attori della rete, le istituzioni sociali, le organizzazioni della società di maggioranza e delle comunità degli immigrati, le persone con e senza retroterra migratorio devono imparare ad interagire sullo stesso piano. Credo che la rete IQ sia un ottimo esempio, di come ciò può funzionare.

Questo successo si può misurare sicuramente anche dal fatto che coloro che detengono poteri decisionali, come il Presidente dei Ministri del Land Renania- Palatinato, ha partecipato ad un nostro convegno informativo sulle possibilità che hanno gli immigrati di intraprendere un’attività autonoma. Inoltre, ospitato altre personalità, come il Ministro federale per il Lavoro e gli Affari sociali e abbiamo l’adesione dei ministri per gli Affari sociali dell’Assia e della Baviera ai nostri futuri convegni. Io penso che queste esperienze ci infondano coraggio

Quest'articolo è tratto dalla pubblicazione "Europa:Mobil Dicembre 2006 (versione italiana)" ripreso