Faire Kontrolle

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von der Europa-Universität Viadrina, Frankfurt (Oder) 

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arm gegen arm

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Allargamento ad est di Pro Qualifizierung: La rete di consulenza della Sassonia è diventata operativa

20.12.2006

All’inizio c’è molta confusione e non si sa neanche più dove si ha la testa. Dappertutto c’è qualcosa da fare, meglio se contemporaneamente e subito.

Questa è l’esperienza che sta vivendo attualmente Barbara Klatzek, che si occupa della costruzione della rete di consulenza per le aziende e le amministrazioni pubbliche in Sassonia. L’obiettivo è il miglioramento delle possibilità d’accesso degli immigrati sul mercato del lavoro. Il segnale di partenza è stato dato a novembre.

Naturalmente, così ha dichiarato Barbara Klatzek, molte cose si possono apprendere dai progetti già attivi come le reti per l’industria e le amministrazioni pubbliche che operano nel Nordreno-Vestfalia, ma l’esperienza non può essere trasportata in toto in Sassonia. Infatti, la prima discordanza è il numero molto più basso di presenze straniere rispetto al Nordreno-Vestfalia e il gruppo etnico più numeroso in Sassonia è quello dei vietnamiti. Questa comunità etnica tende spesso e in misura maggiore di altri ad intraprendere forme di lavoro autonome. A questo punto, si ricorda Barbara Klatzek, si potrebbe fare tesoro dell’esperienza di un altro progetto, cioè Diên Hông di Rostock. Un’altra etnia altrettanto numerosa, soprattutto a Dresda, è rappresentata dai profughi ebrei del contingente proveniente dall’ex Unione Sovietica. Di questi circa l’80 per cento è in possesso di una formazione accademica conclusa e si trova di fronte all’incognita, se i corsi di studi sono riconosciuti e in quale misura.

Una particolarità è rappresentata anche dalla posizione geografica di confine con la Repubblica Ceca e la Polonia. Uno sviluppo economico positivo non può avere luogo senza il coinvolgimento delle regioni frontaliere degli Stati membri dell’Unione Europea. Per quanto riguarda, però, la cooperazione transfrontaliera si può ricorrere ad alcune esperienze già fatte. Ad esempio, il consiglio sindacale interregionale, nel quale sono rappresentate le organizzazioni dei lavoratori dei tre Paesi, ha iniziato la propria attività molto prima dell’ingresso della Repubblica Ceca e della Polonia nell’Unione Europea.

Questi punti centrali, ed anche altri, devono essere scoperti e registrati. Su questa base si può partire con il lavoro „essenziale“. Ma, anche questi preparativi richiedono impegno, e questo lo capiamo dal fatto che a volte non sappiamo dove abbiamo la testa.

Quest'articolo è tratto dalla pubblicazione "Europa:Mobil Dicembre 2006 (versione italiana)" ripreso